venerdì 8 febbraio 2013

Omelia per San Sebastiano


Omelie preparate per la ricorrenza di San Sebastiano a Mezzocorona e Trento Nord

TERZA DOMENICA ANNO C
domenica 23 gennaio 2001

Siate sempre i benvenuti a questa eucaristia domenicale anzitutto voi, fedeli parrocchiani. Ogni domenica vi riunite qui numerosi, come fratelli e sorelle di una bella comunità di credenti. Con il segno della Croce, fatto con l'acqua benedetta all'ingresso della Chiesa e con la recita dell'atto penitenziale del "Pietà, Signore!" avete purificato mente e cuore per essere degni del memoriale eucaristico che ora rinnoviamo.
Il campione svizzero di sci Pirmin Zurbriggen che in una impegnativa domenica di gare era preoccupato di non perdere la Santa Messa, a due amici un po' meravigliati di questo suo cruccio, disse: "Io sono affascinato della Messa, perché ne ho capito l'immenso valore: è Cristo Salvatore che torna a noi, che torna a me. E me ne viene ogni volta una grande serenità, una grande pace".
Oggi abbiamo letto un brano evangelico che abbina due introduzioni: quella dell'evangelista al suo libro e quella di Gesù che annuncia il suo ministero.
Il corrente anno liturgico è l'anno di Luca. Per trenta domeniche sentiremo leggere durante la messa "dal Vangelo secondo Luca".
Luca è discepolo e compagno di Paolo. Non è un ebreo, è un greco convertito, innamorato del Dio di Israele e della sua storia. Egli scrive in un greco letterario che regge il confronto con le più belle pagine della letteratura classica, è poi medico e scienziato che vuol fare ricerche accurate su ogni circostanza della vita di Gesù, "fin dagli inizi, per darne un resoconto ordinato"; è anche un artista e la tradizione gli attribuisce tre volti della Madonna ed è così curato nei particolari che ha ispirato i capolavori di artisti quali Giotto e Raffaello e di un musicista quale fu Händel.
Scrive un Vangelo da storico coscienzioso; narra episodi veramente successi, perché vuole testimoniare che Cristo Gesù non è un'idea, una figura evanescente, un mito: per lui Gesù è una realtà, è un uomo che entra nella storia degli uomini per portare loro un messaggio di salvezza, di vita e di speranza.
L'altra introduzione è l'inizio della predicazione di Gesù che apre con una affermazione strabiliante: Gesù è il personaggio misterioso annunciato dai profeti che viene nel dolore del mondo per liberare, salvare e guarire. Con lui ricomincia la storia umana, ovvero la storia della misericordia di Dio che scende a far nozze con l'umanità.
A questo punto mi permetto di esprimere un saluto cordialissimo agli Schützen qui presenti fra noi nel ricordo del loro Santo patrono Sebastiano, la cui festa liturgica si celebra il 20 gennaio.
Nel fare memoria di questo Santo che decine di Schützenkompanien, al di qua ed al di là della Alpi hanno scelto come loro Protettore, non meditiamo su una verità o su un miracolo del Vangelo, ma parliamo di un giovane ufficiale della guardia pretoriana, vissuto a Roma nel quarto secolo sotto l'imperatore Diocleziano e martirizzato per aver testimoniato la sua fede cristiana
Sebastiano è un eroico giovane martire, cioè un testimone coraggioso della fede. Martire è colui che avverte il pericolo, sente arrivare la bufera, non teme di morire, non fugge ma resta al suo posto per il bene dei suoi fratelli. Perché? Anche i persecutori più feroci muoiono, muoiono anche i boia. Nella loro prepotenza questi sembrano vincere, distruggono, uccidono, tengono in mano un martello micidiale, i cui colpi portano morte. I martiri sono impotenti davanti a loro, sono come l'incudine, ma questa è più resistente del martello che battendo si spezzerà nelle mani del persecutore.
I veri eroi sono i Martiri! Lo sanno i credenti, che li scelgono a modello, e diventano i nostri benefattori, i mediatori di grazie, perché tali li rende l'Onnipotente Iddio.
Cari Schützen! Nei vostri Statuti promettete fedeltà a Dio, alla famiglia, alla vostra terra. Oggi siete qui per chiedere a San Sebastiano un aiuto per essere i tenaci e valorosi costruttori del Regno di Cristo nel mondo.
I nostri vecchi lo hanno venerato e invocato nei tristi periodi delle epidemie e quando imperversava la peste, lo hanno pregato nei momenti del pericolo e lo invocavano fra le fatiche ed i disagi gli spaccapietre ed i conciatori di pelli. Nel Trentino a San Sebastiano sono dedicate quindici chiese e trenta cappelle.
Cari Schützen, nelle nostre difficoltà, invochiamo spesso anche noi Sebastiano. Lo scrittore polacco Sienkiewicz, nel romanzo Quovadis ne ha fatto il coraggioso difensore della Chiesa romana. Sia anche il nostro difensore.
Chiediamo al Cielo che non ci manchi mai una casa, un lavoro, un pane. Se fossimo obbligati a vivere senza Dio, senza una casa, senza una patria ci troveremo in una situazione da disperati.
Preghiamo, affinché con l'intercessione di San Sebastiano ciò non avvenga mai. Auguro a tutti voi e ai fedeli qui presenti "Pace, bene e salute". Amen.

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