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lunedì 11 febbraio 2013

Benedizione della prima pietra del nuovo Hotel Terme


Ponte Arche, Parco delle Terme, sabato 8 maggio 1999

Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Il Signore sia con tutti voi. E con il tuo spirito.
  1. Uniamo le nostre voci ed i nostri cuori nella preghiera filiale che Gesù ci ha insegnato, il Padre Nostro, perché le Terme per noi giudicariesi sono un dono, un grande dono di Dio. Oltre che essere fonte di acque benefiche, sono motivo di riconoscenza e di letizia. L’inizio di una nuova opera, che ci permette di sfruttare meglio questo dono, ci sollecita a dire grazie a questo grande Dio che è tutto per noi: è la vita, la bontà, la bellezza, la felicità, la verità, … Padre Nostro
  1. Chiedere la benedizione di Dio su un’opera nuova è riconoscere che Dio è l’origine di ogni cosa; è riconoscere che Lui è il creatore di tutte le cose, che Lui ha voluto dare all’uomo la legge del lavoro per renderlo lui stesso creatore. Benedire, alla lettera, significa “dire bene” ed oggi ci conforta sapere che benedicendo quest’opera “diciamo bene” di essa e dalla Prima Lettera di S. Paolo apostolo ai Romani prendiamo una splendida ed altissima parola: “La vostra carità sia senza infingimenti. Respingete con orrore il male, tenetevi attaccati al bene. Amatevi a vicenda di amore fraterno, ritenete gli altri più degni d’onore. Non abbiate uno zelo pigro! Siate ferventi di spirito, servite il Signore, gioite nella speranza, siate pazienti nelle prove e perseveranti nella preghiera. Prendete parte alle sofferenze dei fratelli, siate bramosi di praticare l’ospitalità.” (12,9-13).
  1. Signore Iddio! Per praticare questa ospitalità noi, alla vigilia del Terzo Millennio, affrontiamo la costruzione di un nuovo grande edificio con sentimenti di gratitudine e di speranza. Nei Salmi noi preghiamo: “Se il Signore non costruisce la casa, invano faticano i costruttori!”. Per questo invochiamo i tuoi favori. Metti angeli attorno a queste mura, perché con il Tuo aiuto e la Tua benedizione siano protetti tutti coloro che con le loro prestazioni lavorano alla sua realizzazione, e siano perseverati da ogni pericolo. Amen!
  1. Signore Iddio! Tu ci raccomandi l’amicizia e l’ospitalità. Per questo chiediamo la Tua benedizione su questo nuovo Hotel Terme che viene costruito a beneficio di tanti ospiti bisognosi di salute. Fa’ che tutti coloro che qui lavorano svolgano il loro servizio con cuore aperto e con mani generose. Agli ospiti poi dona ristoro, conforto, salute e pace. Salute al corpo e pace all’anima! Amen!
  1. Signore Iddio! Nella bellezza del Tuo creato, all’ombra di queste balsamiche abetaie, accarezzati dal soffio di un vento dolce e salutare, nel mormorio di vitali acque, fa’ che il nostro sguardo si elevi più vicino a Te, lassù, oltre le belle cime dei nostri monti. Amen !
  1. Ed ora su questa costruzione e su voi tutti qui presenti scenda la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo. Il Signore vi difenda da ogni male e guardi con benevolenza al vostro lavoro!

La preghiera degli Schützen


Sacro Cuore di Gesù
confido in Te.

Preghiera degli Schützen

Signore Iddio, Tu ci hai dato la vita e ogni bene.
Te dunque noi poniamo al primo posto nel nostro cuore,
nella nostra mente, nella nostra vita.
Te vogliano servire con tutte le nostre forze,
la Tua volontà desideriamo compiere, cosicché amandoTi e servendoTi
nel nostro prossimo possiamo giungere a Te nella vita eterna.
Signore Iddio, Tu ci hai dato la famiglia come il luogo privilegiato
dove si impara ad amare, ad aiutarsi e a perdonarsi.
Dona al nostro corpo salute, affinché possiamo
servire nel lavoro e nel sacrificio la nostra famiglia.
Dona ai nostri cuori amore fedele
che ci faccia difensori dell'unione della famiglia.
Contro ogni tentazione di disaffezione ed egoismo difendici.
Fa' che Ti amiamo nei nostri cari ed assieme a loro
Ti benediciamo nei giorni tristi e nei giorni lieti.
Signor Iddio, Tu ci hai dato nella nostra terra natale
un ambiente nel quale risplende la Tua bellezza
ed in esso ci hai posto a vivere con la nostra Comunità.
Da Te, Signore, riceviamo il nostro ambiente naturale come
un dono che vogliamo difendere da ogni deturpamento.
Benedici il nostro impegno di salvaguardare ogni nostra tradizione
che provenga dal senso di appartenenza alla Comunità civile e a quella cristiana,
e concedici di vivere insieme nella concordia e nella pace.
A Te, Signore Iddio,
la lode e la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Giubileo degli Schützen, Trento, 16.12.2000.


Gott hat ein Herz für die Menschen.

Schützengebet

Gott, unser Vater, Du hast uns mit Deiner Liebe das Leben und jedes Gut gegeben.
Daher legen wir Dich an erster Stelle in unser Herz,
in unseren Geist, in unser Leben.
Dir wollen wir mit all unseren Kräften dienen und Deinen Willen erfüllen, damit wir in der Liebe und in dem Dienst an unseren Nächsten
einst zu Dir im ewigen Leben ankommen können.
Herr, himmlischer Vater, Du hast uns die Familie als privilegierten Ort gegeben,
wo man lieben, helfen und verzeihen lernt.
Gib, Herr, unserem Leib Gesundheit, um unserer Familie
in der Arbeit und in dem Opfer dienen zu können.
Schenke unseren Herzen eine treue Liebe,
die uns zu Schützen der Familieneinigkeit macht.
Bewahre uns vor jeder Versuchung der Entfremdung und des Egoismus.
Lass uns Dich in unseren Verwandten lieben und loben,
Dich in den frohen und in den traurigen Tagen segnen.
Allmächtiger, ewiger Gott, Du hast uns eine Heimat gegeben,
wo wir Deine Grösse und Deine Schönheit bewundern
und in unseren Gemeinden friedlich und reichlich leben dürfen.
Von Dir, Herr, wollen wir unsere Umwelt als ein Geschenk empfangen,
das wir vor jeder Schändung retten sollen.
Segne unsere Aufgabe und den Auftrag, all unsere Traditionen,
die von der Zugehörigkeit zu einer zivilen und christilichen Gemeinschaft herstammen, für die Zukunft zu behalten.
Gewähre uns allen im Frieden und in der Eintracht zu leben.
Dir, grosser Gott, das Lob und die Ehre heute und in alle Ewigkeit.
Amen.

Schützenjubiläum, den 16.12.2000, zu Trient. 

venerdì 8 febbraio 2013

Omelia per San Sebastiano


Omelie preparate per la ricorrenza di San Sebastiano a Mezzocorona e Trento Nord

TERZA DOMENICA ANNO C
domenica 23 gennaio 2001

Siate sempre i benvenuti a questa eucaristia domenicale anzitutto voi, fedeli parrocchiani. Ogni domenica vi riunite qui numerosi, come fratelli e sorelle di una bella comunità di credenti. Con il segno della Croce, fatto con l'acqua benedetta all'ingresso della Chiesa e con la recita dell'atto penitenziale del "Pietà, Signore!" avete purificato mente e cuore per essere degni del memoriale eucaristico che ora rinnoviamo.
Il campione svizzero di sci Pirmin Zurbriggen che in una impegnativa domenica di gare era preoccupato di non perdere la Santa Messa, a due amici un po' meravigliati di questo suo cruccio, disse: "Io sono affascinato della Messa, perché ne ho capito l'immenso valore: è Cristo Salvatore che torna a noi, che torna a me. E me ne viene ogni volta una grande serenità, una grande pace".
Oggi abbiamo letto un brano evangelico che abbina due introduzioni: quella dell'evangelista al suo libro e quella di Gesù che annuncia il suo ministero.
Il corrente anno liturgico è l'anno di Luca. Per trenta domeniche sentiremo leggere durante la messa "dal Vangelo secondo Luca".
Luca è discepolo e compagno di Paolo. Non è un ebreo, è un greco convertito, innamorato del Dio di Israele e della sua storia. Egli scrive in un greco letterario che regge il confronto con le più belle pagine della letteratura classica, è poi medico e scienziato che vuol fare ricerche accurate su ogni circostanza della vita di Gesù, "fin dagli inizi, per darne un resoconto ordinato"; è anche un artista e la tradizione gli attribuisce tre volti della Madonna ed è così curato nei particolari che ha ispirato i capolavori di artisti quali Giotto e Raffaello e di un musicista quale fu Händel.
Scrive un Vangelo da storico coscienzioso; narra episodi veramente successi, perché vuole testimoniare che Cristo Gesù non è un'idea, una figura evanescente, un mito: per lui Gesù è una realtà, è un uomo che entra nella storia degli uomini per portare loro un messaggio di salvezza, di vita e di speranza.
L'altra introduzione è l'inizio della predicazione di Gesù che apre con una affermazione strabiliante: Gesù è il personaggio misterioso annunciato dai profeti che viene nel dolore del mondo per liberare, salvare e guarire. Con lui ricomincia la storia umana, ovvero la storia della misericordia di Dio che scende a far nozze con l'umanità.
A questo punto mi permetto di esprimere un saluto cordialissimo agli Schützen qui presenti fra noi nel ricordo del loro Santo patrono Sebastiano, la cui festa liturgica si celebra il 20 gennaio.
Nel fare memoria di questo Santo che decine di Schützenkompanien, al di qua ed al di là della Alpi hanno scelto come loro Protettore, non meditiamo su una verità o su un miracolo del Vangelo, ma parliamo di un giovane ufficiale della guardia pretoriana, vissuto a Roma nel quarto secolo sotto l'imperatore Diocleziano e martirizzato per aver testimoniato la sua fede cristiana
Sebastiano è un eroico giovane martire, cioè un testimone coraggioso della fede. Martire è colui che avverte il pericolo, sente arrivare la bufera, non teme di morire, non fugge ma resta al suo posto per il bene dei suoi fratelli. Perché? Anche i persecutori più feroci muoiono, muoiono anche i boia. Nella loro prepotenza questi sembrano vincere, distruggono, uccidono, tengono in mano un martello micidiale, i cui colpi portano morte. I martiri sono impotenti davanti a loro, sono come l'incudine, ma questa è più resistente del martello che battendo si spezzerà nelle mani del persecutore.
I veri eroi sono i Martiri! Lo sanno i credenti, che li scelgono a modello, e diventano i nostri benefattori, i mediatori di grazie, perché tali li rende l'Onnipotente Iddio.
Cari Schützen! Nei vostri Statuti promettete fedeltà a Dio, alla famiglia, alla vostra terra. Oggi siete qui per chiedere a San Sebastiano un aiuto per essere i tenaci e valorosi costruttori del Regno di Cristo nel mondo.
I nostri vecchi lo hanno venerato e invocato nei tristi periodi delle epidemie e quando imperversava la peste, lo hanno pregato nei momenti del pericolo e lo invocavano fra le fatiche ed i disagi gli spaccapietre ed i conciatori di pelli. Nel Trentino a San Sebastiano sono dedicate quindici chiese e trenta cappelle.
Cari Schützen, nelle nostre difficoltà, invochiamo spesso anche noi Sebastiano. Lo scrittore polacco Sienkiewicz, nel romanzo Quovadis ne ha fatto il coraggioso difensore della Chiesa romana. Sia anche il nostro difensore.
Chiediamo al Cielo che non ci manchi mai una casa, un lavoro, un pane. Se fossimo obbligati a vivere senza Dio, senza una casa, senza una patria ci troveremo in una situazione da disperati.
Preghiamo, affinché con l'intercessione di San Sebastiano ciò non avvenga mai. Auguro a tutti voi e ai fedeli qui presenti "Pace, bene e salute". Amen.